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Cuma 4000 (1999)
Il progetto ha puntato alla valorizzazione e rivalutazione del parco archeologico di Cuma e degli scavi confinanti, che sono diventati, per tutto il tempo dell'iniziativa, un grande museo all'aria aperta.
Sono state esposte una serie di trentacinque sculture, installazioni, segni architettonici e lavori di environment, che sono diventati parte integrale del sito archeologico.
Le Officine Manganello hanno realizzato l'opera dell'artista Costas Varotsos.

L'opera
Secondo le sue origini l'artista greco ha cercato di ideare una scultura che trova canali di comunicazione tra il passato ed il presente, come anche una coesistenza armoniosa con il luogo espositivo. "Il Teatro Greco" è una nuova testimonianza dei concetti che sono preziosi all'artista: la trasparenza che si trasmette dal fondo della cripta fino ad un'altezza di i 8 metri, la luce, l'energia che si erige verso l'alto, la stabilità, l'equilibrio e allo stesso tempo la possibilità del creare il disordine attraverso un piccolo gesto, l'universo che può cadere a pezzi, i caos che può nascere da un ma in ento all'altro dalla dissonanza degli elementi. Come il vero teatro greco di allora il cono di Costas Varotsos è il palcoscenico per l'unità tra il tempo, lo spazio e l'azione, in una fusione naturale con l'epoca in cui viviamo,

L'artista
La formazione culturale di Varotsos, nato ad Atene nel '55 è d'impronta multidisciplinare e cosmopolita. Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti di Roma, alla Facoltà di Architettura di Pescara e a New York, tiene la sua prima personale nel '78 a Pescara, seguita da varie altre mostre. Nel 1987 partecipa alla Biennale di San Paolo in Brasile e nel '93 alla Biennale di Venezia. Nel 1983 con Il Poeta, Varotsos inaugurò a Cipro la prima di una serie di creazioni monumentali ideate in stretto rapporto con il luogo destinato ad ospitarle. Questa dialettica "esterno-interno" caratterizza anche la produzione di dimensioni non monumentali di Varotsos, che vive e lavora in Grecia.